Crancy Crock, venticinque anni da Punkrockers

Il 26 Novembre i Crancy Crock hanno presentato Mayday al Bloom di Mezzago.
Mayday è un album composto da sette brani energici in puro stile punk rock, registrato a settembre e pubblicato per festeggiare i venticinque anni di attività della band.
In questa intervista raccontano come è nato il nuovo disco e suggeriscono alcuni consigli per l’ascolto, buona lettura!

1) I Crancy Crock arrivano all’invidiabile traguardo di 25 anni.Come è evoluta la band in tutto questo tempo?

Toma: La formazione attuale gira ormai da un decennio, la band é evoluta ma restando fedele a se stessa ed al proprio presente. Ogni album rappresenta quello che la band ha voluto dire e suonare nel periodo in cui é uscito. Per noi l’album migliore é sempre l’ultimo pubblicato. Forse é per questo che ci siamo ancora… 

Gio: Mi piace molto e mi associo alla risposta di Toma!

Dario: Concordo con Toma, ogni formazione ha avuto un proprio carattere, una propria anima, diversa nei vari periodi, ma coerente con una certa visione di punk rock: decisa e diretta.
Personalmente poi, da quando non sono più riuscito a cantare per i miei problemi di gola, Facche è come se fosse diventato per un periodo la mia voce con cui gridare contro il mondo.
Da quando sono tornato a cantare, si è creato un equilibrio speciale fra le nostre due voci e fra le nostre due personalità.
Ogni componente della band ha arricchito il suono e il carattere dei Crancy a modo suo, chi con il suo lato più poetico e romantico, chi con la sua vena ribelle e tecnica.
Ora siamo in una fase in cui cerchiamo di dare il massimo cercando di dividerci i vari compiti (composizione, promozione, ideazione di video e contenuti) in modo da non sprecare le energie ed ottenere il massimo da ognuno di noi. Fidandoci molto l’uno dell’altro (come abbiamo sempre fatto) il progetto funziona.

Albe: cosa aggiungere, in 25 anni cosa non è cambiato, la voglia di fare ancora musica, riuscire ad esprimere la propria anima su un palco con del sano punk rock.

2) E come è evoluta/cambiata la scena musicale a cui appartenete?

Toma: É decisamente più tranquilla, meno rotture di vetri, molte meno…

Gio: Ci troviamo molto spesso a chiederci come si sta muovendo il nostro mondo musicale, negli anni abbiamo condiviso palchi con band amiche, con super gruppi e poi con altre che sono esplose e anche oggi rappresentano un parte fondamentale dei nostri ascolti.
La nostra scena, quella punk, credo che faccia un’evoluzione ciclica e penso che negli ultimi periodi in Italia sia riuscita ad arrivare a più gente, grazie a band underground che hanno creduto sempre in quello che fanno. Ne cito una, anche se magari scontata: Bull Brigade.

Dario: Pur essendoci meno band punk rock, la scena ha retto all’avvento delle nuove generazioni.
Molti amici hanno appeso lo strumento al chiodo con l’avanzare degli anni, ma molte scene si sono consolidate e fa piacere sapere che quando si ha bisogno di una mano o banalmente di un contatto per suonare da qualche parte, la solidarietà fra band è restata quella dei vecchi tempi, in cui alzi il telefono e chiami il tuo amico con cui hai fatto serata mesi prima, lui risponde e dopo quattro risate insieme, si organizza qualcosa.

Albe: nel lontano 97 ricordo che ogni paese limitrofo a Ghisalba aveva almeno una o due band di ragazzi, e almeno una di queste era punk rock. Ogni festa e ogni concerto in zona aveva un gruppo punk in scaletta. Oggi gli spazi sono sempre meno, e i generi musicali si evolvono, ma resistere ancora una solida rete intorno al punk italiano.

3) La vostra nuova uscita dal titolo “Mayday” ha riportato la band a sonorità più pesanti rispetto al precedente “Nuovi eVenti”, come è nato questo nuovo disco? Come lo descrivereste a chi non vi conosce?

Toma: Con Nuovi eVenti abbiam voluto sperimentare e cercare un disco più vario, Mayday invece é più potente, più diretto.

Gio: In due parole: carico e riflessivo.

Dario: Volevamo tornare a sonorità più rotonde e dirette. Avevamo in mente il punk californiano quando l’abbiamo scritto, melodico e d’impatto.
I testi (stavolta scritti a più mani) rappresentano come sempre i nostri ideali: concretezza e determinazione.

Albe: ogni nostro disco esprime il momento artistico della band e con questo potremmo dire che è il momento american style.

4) Parliamo di “Giorni Storti” e del perchè una band bergamasca decida di coverizzare dei bresciani?

Toma: Perché abbiam suonato spesso insieme ultimamente e ci si diverte sempre. 

Gio: sia i Crancy Crock che i Totale Apatia suonano punkrock dal 1997 e negli ultimi hanno condiviso diverse volte il palco. L’idea era quella di registrare uno split per festeggiare i nostri 25 anni ma i tempi e gli impegni di ognuno di noi non hanno permesso di completare il lavoro (che comunque è sempre nelle nostre teste) e quindi abbiamo deciso di omaggiare i nostri fratelloni suonando un loro pezzo nel nostro nuovo album.

Dario: Sì, gli Apatici in realtà non sono proprio così apatici, anzi pur essendoci incrociati spesso negli anni, ultimamente è nata un’amicizia che va al di là del suonare, abbiamo interessi e passioni che ci accomunano, oltre al fatto che ogni volta che suoniamo insieme dobbiamo sfidarci a qualche sport, dal ping pong al biliardo, sfide in cui non mancano di umiliarci con la loro superiorità atletica, maledetti! 

Albe: ma cxxxo come si fa a non volere bene ai Totale Apatia, sono fantastici.  Abbiamo riscoperto in loro i nostri cugini bresciani, abbiamo in comune anno di nascita, genere musicale, esperienze, amicizie e soprattutto passione per l’alcool. Abbiamo voluto omaggiarli in questo modo.

5) Parte importante di ogni uscita musicale è anche la parte grafica. Voi avete avuto il piacere di poter collaborare con Skim. Come è nato questo incontro tra musica e graffiti?

Toma: É nato come nasce un amicizia davanti ad un bicchiere di vino.

Gio: Lascio raccontare ad Albe il loro primo incontro.

Dario: Vai Albe! 

Albe: sono circa 8 o 9 anni che conosco Francesco Forconi, in arte Skim. Ci siamo conosciuti la prima volta all’Isola d’Elba, in vacanza, e come ha detto Toma, con un bicchiere di vino toscano ci siamo intesi subito. Non conoscevo i suoi lavori, ed è stata una sorpresa scoprire che fosse uno dei più stimati e prolifici artisti toscani. Ha uno stile e una capacità espressiva unica e affine a mio avviso al punk. Comunque,  dopo anni di frequentazioni gli ho fatto la proposta, mi sono inginocchiato e gli ho detto: vuoi tu Skim curare personalmente e artisticamente l’aspetto grafico del nostro prossimo CD? Come potete immaginare si è subito dimostrato entusiasta e ha realizzato un concept fantastico.

6) 25 anni, avete altrettanti aneddoti imbarazzanti da raccontare?

Toma: Passo

Gio: Da quando sono presente nella band siamo stati sempre molto seri :-), senza contare le boiate che riusciamo a raccontare durante i live, ma il meglio lo diamo in sala prove!

Dario: In realtà Facche ha accettato di entrare nella band solamente se gli avessimo lasciato tutte le eventuali ragazze interessate a noi (non sono proprio queste le testuali parole).
E’ finito a sposarsi e fare famiglia con una nostra carissima amica.
Poi una volta al Pacì Paciana mentre suonavamo è arrivato un ragazzo ubriaco con una mano sanguinante, aveva appena fatto un incidente in moto e sembrava gli mancasse anche qualche dito. Ha preso la lattina di birra che stavo bevendo sul palco e ci ha vomitato dentro, rimettendola poi al suo posto di fronte a me. Io che non mi ero accorto di nulla la stavo per raccogliere e bere, per fortuna tutto il pubblico ha urlato NUOOOOOOOOOOOOO e mi ha fermato in tempo per un pelo.
Ma ce ne sarebbero molti altri…dall’arrivo dei carabinieri a flirt con transessuali… ma ve li raccontiamo nella prossima intervista!

Albe: No Comment!

7) Il disco che ha cambiato la vita dei Crancy Crock?

Toma: Non so scegliere… un disco che mi ha cambiato la vita?… “Dell’impero delle tenebre” de “Il teatro degli orrori” me l’ha salvata, Mayday mi ha aiutato a cambiarla..

Gio: The Clash.

Dario: Dangerous – Michael Jackson.
Lo suonavo e lo cantavo malissimo tutto il giorno con la racchetta da tennis in mano come chitarra.

Albe: Led Zeppelin II

8) I Crancy consigliano: (band/dischi underground vecchi o nuovi che vi sentite di consigliare)

Toma: Linea 77 – Horror Vacui e Uncommon Men From Mars – Functional Dysfunctionality

Gio: Mugs – Now Laugh you Bastard e Sud Disorder – Senza amor non vale nulla

Dario: Bad Frog – Mi si è indurito il pane (geniali e bravissimi)

Albe: Persiana Jones – Aggarra la onda e il singolone dei Quarantena – Abisso

Ringraziamo i Crancy Crock per la partecipazione!

Il CD in formato digipack è disponibile sullo shop online di Gasterecords: https://gasterecords.bigcartel.com

Info e contatti:
https://www.crancycrock.it
https://gasterecords.bandcamp.com/album/mayday

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Pubblicato da gasterecords

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